AcquaNet è intervenuta per assistere un proprio associato in una brutta avventura

con una Camera di Commercio, ottenendo in poco tempo la soluzione del problema.
L’accaduto
Un nostro associato, in seguito alla chiusura della sua precedente azienda, comunica alla CCIAA di appartenenza che intende proseguire la propria attività con una nuova azienda, sempre nello stesso settore e cioè quello relativo all’installazione e manutenzione di impianti di piscine. La Camera di Commercio accoglie la pratica ed abilita l’azienda secondo la lettera d del D.M. 37/08.
Dopo circa un mese la CCIAA ritratta ed afferma che “… non sussistevano i requisiti abilitanti in capo all’impresa in quanto, nonostante l’ampia documentazione esibita, non era chiaro che si trattasse di installazione di impianti di depurazione piscine in edifici diversi dalle abitazioni…”
Con questa comunicazione viene revocata l’abilitazione, impedendo di fatto all’azienda di operare.
Acquanet, interpellata direttamente dall’Associato, ed avendo appurato che all’interno della cornice normativa di riferimento esistevano tutti i pre-requisiti professionali per ottenere l’abilitazione, decideva, di concerto con l’Associato, di combattere per l’ottenimento del diritto dell’associato alla abilitazione, anche a costo di ricorrere al TAR.
Interpellato l’avvocato di riferimento dell’associazione, preparate le controdeduzioni di rito ed inoltrate alla Camera di Commercio, a strettissimo giro di posta arriva la risposta di accoglimento delle tesi esposte e, a partire da subito, il nostro Associato si vede riconosciuta l’abilitazione professionale precedentemente negata. Un grandissimo grazie ai nostri consulenti, l’avvocato Andrea Massa e il bravissimo Damiano Saggioro.
Quanto è importante un associazione di settore che FA? A voi la risposta